Un piano particolareggiato per l’area vesuviana, capace di immaginare uno sviluppo del territorio intorno al vulcano e, soprattutto, di superare la legge regionale 21, che nel 2003 fermò ogni nuova abitazione nei Comuni della zona rossa del Vesuvio ma che ha pure creato uno stallo economico. È questa la strada che l’assessore regionale all’Urbanistica Bruno Discepolo ha intrapreso dopo le sollecitazioni del consigliere regionale Carmine Mocerino, che la scorsa estate sollecitò un intervento per modificare la legge, nel compimento del suo ventesimo anno. Da allora, si sono susseguiti incontri e riunioni, ma ieri è stato compiuto un significativo passo avanti: al tavolo convocato da Discepolo ha partecipato anche il Sovrintendente alle belle arti e al paesaggio della Città Metropolitana di Napoli, Mariano Nuzzo, oltre ai sindaci della zona vesuviana, ai rappresentanti del Parco nazionale del Vesuvio e della Città Metropolitana.

È una svolta, perché finora la Sovrintendenza è stata spesso evocata dagli amministratori locali e non sempre in termini positivi. Proprio il parere della Sovrintendenza rappresenta l’ostacolo dinanzi al quale si bloccano migliaia di progetti provenienti dagli uffici tecnici degli enti locali vesuviani, per non parlare delle istanze di condono, che ormai molti Comuni nemmeno inviano più agli uffici diretti da Nuzzo, sicuri della bocciatura. Ovviamente, la Sovrintendenza fa il suo lavoro ed applica le leggi. Anzi, è fuori discussione che finora c’è stato un argine all’abusivismo e allo sfruttamento del suolo. Ma proprio per questo Mocerino prima e la giunta regionale dopo si sono posti il problema di pensare a nuove regole che non producano nuovo cemento ma favoriscano comunque uno sviluppo sostenibile dell’area. L’apertura al dialogo della Sovrintendenza è stata salutata con favore dai sindaci presenti: «È un segnale importante, la direzione è giusta. Si sta realizzando quella compattezza istituzionale che può consentirci di pensare a un piano ben congegnato e, finalmente, utile al territorio», commenta il sindaco di San Giorgio a Cremano, Giorgio Zinno.

Il prossimo passo sarà la composizione di una task force che dovrà sintetizzare tutte le proposte arrivate dai sindaci, analizzare le criticità e iniziare ad abbozzare il piano paesaggistico che poi dovrà essere approvato dal consiglio regionale. Ne faranno parte gli esponenti della Sovrintendenza, quelli del Parco nazionale del Vesuvio (ieri era presente la direttrice Paola Conti), della Città Metropolitana di Napoli (alla riunione c’erano il presidente della commissione urbanistica Giuseppe Sommese e funzionari dell’ufficio tecnico), una delegazione dei sindaci, e poi Mocerino e Discepolo. Dice Carmine Esposito, sindaco di Sant’Anastasia: «Bisogna contemplare le esigenze delle aree interne e quelle della zona costiera, ma tutti siamo interessati a norme che, pur nel rispetto doveroso dell’ambiente, siano capaci di dare una svolta al territorio».

Proprio gli effetti della legge 21, che ha avuto il grande merito di fermare l’edilizia selvaggia ma ha prodotto una impasse dell’economia e della produttività, hanno indotto Mocerino a promuovere un’iniziativa che contemplasse il superamento della legge che istituì la zona rossa. Poi l’intuizione di Discepolo, che ha immaginato un piano paesaggistico pensato appositamente per il Vesuvio e ha dato avvio alla discussione. «Per la prima volta tutti i protagonisti istituzionali interessati alla questione sono seduti allo stesso tavolo: è una grande opportunità da sfruttare, per portare a termine un progetto che superi l’ingessamento nel quale si trova l’area vesuviana», dice Mocerino.

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Il Mattino



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