Il pignoramento è un atto con il quale ha inizio l’espropriazione forzata, una procedura che consente al creditore di ottenere la soddisfazione del suo credito dai beni del debitore.

Il pignoramento può riguardare qualsiasi tipo di bene, mobili o immobili, ma ci sono alcuni beni che sono indisponibili all’esecuzione forzata, come ad esempio:

Beni di prima necessità, come i beni alimentari, i beni per l’abbigliamento e i beni per l’igiene personale.
Beni indispensabili all’esercizio della professione o dell’attività commerciale, come i macchinari, le attrezzature e le scorte.
Beni appartenenti a terzi, come i beni del coniuge, dei figli o dei genitori del debitore.
La procedura di pignoramento inizia con la notifica al debitore dell’atto di pignoramento. L’atto di pignoramento è un atto del giudice che autorizza l’ufficiale giudiziario a procedere al pignoramento.

L’ufficiale giudiziario, una volta notificata l’ordinanza, procede alla descrizione e alla stima dei beni pignorati. Successivamente, procede alla vendita dei beni pignorati all’asta. Il ricavato della vendita viene poi versato al creditore per soddisfare il suo credito.

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Esempi di pignoramento

Ecco alcuni esempi di pignoramento:

Pignoramento dello stipendio: il creditore può pignorare una parte dello stipendio del debitore, fino a un massimo di un quinto. La quota massima pignorabile è pari a 549,37 euro.

Pignoramento del conto corrente: il creditore può pignorare una parte del saldo del conto corrente del debitore. La quota massima pignorabile è pari al 50% del saldo, fino a un massimo di 1.098,74 euro.

Pignoramento dell’immobile: il creditore può pignorare un immobile del debitore e venderlo all’asta. Il ricavato della vendita viene poi versato al creditore per soddisfare il suo credito.

Pignoramento dell’autovettura: il creditore può pignorare un’autovettura del debitore e venderla all’asta. Il ricavato della vendita viene poi versato al creditore per soddisfare il suo credito.

Pignoramento di crediti: il creditore può pignorare un credito che il debitore ha nei confronti di un terzo. Ad esempio, il creditore può pignorare un credito che il debitore ha nei confronti del suo datore di lavoro per le retribuzioni non pagate.

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Come bloccare un pignoramento

Il debitore può bloccare un pignoramento in diversi modi:

Pagando il debito: questa è la soluzione più semplice e diretta. Il debitore può pagare il debito in un’unica soluzione o rateizzarlo.

Opponendosi al pignoramento: il debitore può presentare un’opposizione al pignoramento entro 40 giorni dalla notifica dell’ordinanza. L’opposizione deve essere motivata, ad esempio contestando il credito del creditore o la validità dell’ordinanza.

Richiesta di rateizzazione del debito: il debitore può richiedere al creditore una rateizzazione del debito. Se il creditore accetta la richiesta, il pignoramento viene sospeso fino al completo pagamento del debito.

Procedura di sovraindebitamento: il debitore può ricorrere alla procedura di sovraindebitamento, prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCI). Questa procedura permette al debitore di ottenere una ristrutturazione dei propri debiti, anche attraverso la cessione dei beni o l’esdebitazione.

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Estenzione

Oltre alle soluzioni sopra indicate, il debitore può anche cercare di ottenere un accordo con il creditore. L’accordo può prevedere, ad esempio, la riduzione del debito, la rateizzazione del debito o la cessione di un bene al creditore.

Inoltre, il debitore può anche chiedere aiuto a un’associazione di consumatori o a un consulente finanziario. Queste figure possono fornire assistenza e supporto al debitore nella gestione dei propri debiti.

Conclusione

Le soluzioni per bloccare un pignoramento sono diverse e dipendono dalla specifica situazione del debitore. In caso di pignoramento, è importante valutare con attenzione tutte le opzioni disponibili e scegliere quella più appropriata.

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